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Pertanto i materiali qui presenti si possono tranquillamente copiare, riportare, distribuire, anche rielaborati, tranne che per usi commerciali.
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Questo blog è contro le cospirazioni.
Dio benedica il vostro sentiero e che gli Angeli del cielo siano sempre al vostro fianco.



Santa Sofia


May the road rise
to meet you.
May the wind be always
at your back.
May the sun shine warm
upon your face.
And rains fall soft
upon your fields.
And until we meet again,
May God hold you
in the hollow of His hand.
domenica, 05 luglio 2009

Lo spirito dei tempi e l'iniziazione della giovane Rihanna

You're part of my entity, here for infinity

La cultura musicale e lo spirito dei tempi

Vi sono due canali principali attraverso i quali gli etat d’esprit sono diffusi nella società: l’istruzione e la musica.

Non vi è alcun mistero in questo.
Con l’istruzione la popolazione fin dalla giovane età viene indotta ad assorbire le regole delle gerarchie del potere, e ad assimilare i miti laici su cui si fonda il potere prestabilito.
Il rispetto della democrazia, il senso dello stato, l’idea che il concetto di “collettività” sia superiore nella scala dei valori alla dignità dell’individuo sono i fondamenti indiscutibili su cui l’educazione si basa, e la libertà di pensiero del futuro cittadino sarà massima a patto che queste premesse siano mantenute.
Parallelamente, per mezzo dell’industria musicale agli stessi giovani vengono trasmessi le mode e i valori a cui occorrerà uniformarsi per essere parte integrante della società circostante.

La musica è il mezzo più potente che possa influenzare un essere umano, dal momento che interagisce direttamente con la sfera non razionale della personalità.
In questo modo, le immagini e i valori associati ad una determinata performance acquisiscono una forza che non potrebbero avere se comunicati solamente attraverso delle argomentazioni “razionali”.
Ancora una volta, non vi è alcun mistero in tutto questo.

Basta osservare, per fare un esempio, come una stessa scena possa essere recepita in modo positivo o meno  a seconda che sia accompagnata da una colonna sonora trionfante, romantica o angosciante, per rendersi conto del potere emozionale di cui la musica è capace.
Così come non si dice nulla di nuovo se si osserva come la proposizione costante di certi modelli di successo fatti propri dalle celebrità musicali diventino di conseguenza anche gli ideali di riferimento dei fruitori delle loro proposte musicali.
La classica immagine del “cafone” che ostenta le proprie ricchezze, sempre per fare un esempio,  è diventata nel tempo accettabile e ambita, fino a diffondersi in gran parte dell’universo giovanile: quello che appariva deprecabile fino a pochi anni fa, almeno nelle apparenze, diviene così accettabile dal momento che tale modello viene diffuso e sdoganato dai protagonisti dell’industria musicale, indubbiamente il principale punto di riferimento per i giovanissimi.

Si tratta di semplici constatazioni, probabilmente banali, e non vi è in esse alcun moralismo: la stessa corrente “alternativa” e critica nei confronti della cultura dei consumi diffusasi negli anni 70 era altrettanto figlia delle medesime suggestioni, ancora una volta trasmesse al grande pubblico per mezzo dei medesimi canali.

Nel mezzo della vasta produzione catalogata sotto l’espressione di “musica commerciale", si celano però a volte anche suggestioni più sottili, meno dirette, che rivelano in parte la natura più profonda dell’intera operazione.
Ovviamente, non bisogna immaginare l’intera industria discografica come impegnata in un gigantesco complotto.
Occorre sempre tenere presente che gli etat d’esprit si propagano come per osmosi, e la percentuale di coloro che sono realmente consapevoli dell’operazione in corso è minima: la stragrande maggioranza degli operatori del settore seguiranno la moda del momento perché quello sarà il modo più redditizio e soddisfacente per svolgere il proprio mestiere.

Le persone assimilano lo spirito del tempo col respiro, e questo non vale solo per i fruitori, ma anche, e soprattutto, per i creativi.
Così, in questa continua operazione che si autoalimenta, diviene interessante individuare qualcuno di quei pochi che con cognizione contribuiscono ad indirizzarlo, questo spirito.


La parabola di Rihanna


Rihanna "solare", all'inizio della sua carriera


Nel 2007 il singolo musicale di maggior successo a livello mondiale fu la celebre hit Umbrella, interpretato dalla giovane Rihanna, originaria delle isole Barbados.

Il percorso della giovane cantante, l’interprete femminile emergente di maggior successo degli ultimi anni nel campo dell’industria musicale, ripercorre uno stereotipo più volte riproposto dallo show business contemporaneo, ovvero quello della ragazzina acqua e sapone innocente che si trasforma in icona della trasgressione e della provocazione.
E’ il caso, ad esempio, delle due giovani artiste femminili che maggiormente hanno caratterizzato il mondo del pop degli anni 90, ovvero Brintey Spears e Cristina Aguilera, che hanno esordito entrambe in programmi della Disney rivolti ai bambini per poi acquisire una immagine sensuale e trasgressiva nel proseguo della loro carriera.

Nel caso di Rihanna il passaggio è stato ancora più evidente, sottolineato anche dal titolo del suo terzo album, Good girl gone bad, proposito chiaro che non lascia spazio a fraintendimenti.
In questo modo Rihanna, dopo aver esordito mostrando una immagine tutto sommato solare ed “innocente”, raggiunge la maturità conformandosi ai modelli del successo ispirati dall’etat d’esprit contemporaneo, e tale passaggio è ulteriormente rimarcato nel video musicale che accompagna il singolo che consacra ufficialmente la sua popolarità, ovvero il già menzionato Umbrella.



Nel caso il video non risultasse disponibile, qui si può vedere una versione con una buona definizione


Il video è introdotto da Jay Z, probabilmente il rapper-produttore più influente dell’industria musicale statunitense, che in questo caso svolge il ruolo di traghettatore-officiante.
Jay Z rappresenta qui la figura dell'attore consapevole e perfettamente inserito nel sistema, totalmente conscio dei valori in gioco, e come un antico sacerdote-iniziato ha il compito di “battezzare” la sua protetta.
Il video narra di un vero e proprio rito di iniziazione, o forse sarebbe più corretto dire “contro-iniziazione”.
Dopo una breve introduzione, in cui Jay Z si vanta del proprio successo e chiama Rihanna, ha luogo il primo momento importante della cerimonia, quello del battesimo (contro-battesimo) per mezzo dell’acqua.
Rihanna appare vestita di bianco, simbolo della purezza non ancora smarrita, mentre viene investita da getti di fluido scuro, che la ragazza tenta di scansare ma dai quali viene colpita.
L’acqua è elemento essenziale di molti riti di iniziazione, non ultimo il battesimo cristiano, ma in questo caso il liquido non è limpido, ma appare scuro e vischioso; l’usare elementi iniziatici mutandone le proprietà è una nota caratteristica dei riti contro-iniziatici, che fanno della parodia il loro elemento distintivo.




A conferma di ciò, immediatamente dopo il “battesimo” Rihanna si presenta vestita di nero, ad indicare la purezza smarrita.
Ha luogo quindi un balletto in cui la nuova Rihanna si mostra consapevole del passaggio, mentre si muove entro un limite definito da due lucernari che spiccano sulla parete dello sfondo, la cui collocazione riprende la disposizione delle due colonne del tempio.




Seguono una serie di stacchi in cui Rihanna si mostra nuda e si mette in posa all’interno di un triangolo bianco su sfondo nero.
Il triangolo è notoriamente un altro elemento dal profondo significato simbolico.
E proprio grazie ad una delle pose assunte dalla giovane cantante viene infine svelato anche il significato del testo della canzone stessa.
La frase ripetuta nel ritornello, under my umbrella, può essere interpretata infatti  come “sotto la mia protezione”, ed è interessante in questo senso notare la figura che emerge da un breve frammento del video:




Si tratta di due singoli fotogrammi, il secondo dei quali consiste nel negativo del primo, che formano una figura che appare di sfuggita e che può essere colta appieno solo per mezzo di un fermo immagine (minuto del video 2.41).
Rihanna appare in ginocchio col capo chino all’interno del triangolo, mentre tende le mani in alto in una posizione innaturale.

Le ombre generate dalle spalle della ragazza sono inoltre state accentuate per apparire come orbite oculari, e dare all’insieme dell’apparizione una somiglianza abbastanza marcata con la celebre raffigurazione del Bafometto dell’occultista ottocentesco Eliphas Levi, associato nella cultura popolare con la figura di Satana:




Anche sovrapponendo le due immagini si nota una certa corrispondenza:




Potrebbe quindi trattarsi di un indizio su chi sia che offre “protezione” alla giovane artista, definitivamente introdotta nel mondo del successo.

Nella parte finale del video Rihanna, sempre vestita di nero, danza attorniata da sei ballerini, riprendendo la coreografia iniziale in cui il mentore Jay Z era attorniato da sei presenze femminili, sancendo definitivamente il nuovo status di ex ragazza solare gone bad.


__________________________________________


Si veda anche:
- Siamo disturbati? di Messier
- Occult and Prophetic Messages in Rihanna’s Umbrella, da The Vigilant Citizen (articolo dagli spunti interessanti, in cui si fa una analisi per certi versi simile a quella qui proposta)

materializzato da: Santaruina alle ore 03:56 | link | commenti (30)
trattasi di: esoterismo, miti e simboli
venerdì, 26 giugno 2009

Il parlamento europeo e la nuova Torre di Babele


Come pesci che nuotano alla ricerca dell’acqua, spesso cerchiamo conferme sul mondo che ci circonda dimenticando di guardare proprio gli aspetti più evidenti.
Così, nel tentativo di comprendere la reale natura del sistema di potere che regola le nostre vite accade di cercare risposte nei meandri più nascosti, alla ricerca di indizi da interpretare, di eventi da decifrare.
E più si procede nella ricerca, più si scopre che gli indizi non sono affatto nascosti, ma vengono ostentati  con un certa divertita sfrontatezza.

Accadde così che le società segrete che contribuirono alla nascita di quello che sarebbe diventato il paese più potente ed importante del XX secolo descrissero chiaramente il loro progetto politico e lo diffusero apertamente, stampandolo addirittura sull’oggetto più diffuso della loro nazione, la banconota per mezzo della quale ogni giorno milioni di persone operano i loro scambi.
La piramide tronca, simbolo di una società gerarchica in fase di costruzione, attentamente guidata da una elite di iniziati, simboleggiata dall’occhio onniveggente, passa sotto gli occhi dei cittadini americani ogni giorno, diverse volte al giorno.


Per comprenderne il significato occorre però avere delle minime conoscenze sulla valenza dei simboli, e nella nostra società questo linguaggio è totalmente trascurato.
Abbiamo così una situazione paradossale: da una parte una elite che fa ampio uso del simbolismo per comunicare i suoi piani ed i suoi obbiettivi e dall'altra una grande maggioranza di persone che di quel linguaggio ne ignora totalmente l'importanza.

I pochi che avranno intuito qualcosa di questo linguaggio avranno comunque il loro bel da fare nel convincere i loro simili che di un linguaggio effettivamente si tratta.
“Sono solo dei disegni”, “sono solo coincidenze”.
Dal momento che l’interpretazione dei simboli è venuta totalmente a mancare dall’educazione comune che ogni cittadino riceve, convincere uno scettico della valenza di tale linguaggio è compito che presenta spesso delle difficoltà.
E’ questo è ancor più vero quando ad essere analizzati non sono dei frammenti archeologici appartenenti a civiltà scomparse oppure testi antichi compilati secoli fa, ma oggetti ed edifici che fanno parte del nostro vivere quotidiano.

Non è facile per un cittadino americano, ad esempio, accettare il fatto che sull’oggetto che più spesso ha usato in vita sua è descritto il progetto per una nuova società di ispirazione luciferiana, così come può essere difficile da credere che i loghi degli oggetti che usa più spesso hanno una ispirazione esoterica ben precisa.

Allo stesso modo, risulta complicato accorgersi che la sede del parlamento europeo, nella capitale della nuova Europa, trae ispirazione da un episodio biblico in cui si narra di uno dei più grandi drammi vissuti dal genere umano, una vicenda che si racconta sia accaduta migliaia di anni fa.

Narra quindi la Bibbia che laggiù dove sorse Babilonia un re di nome Nimrod radunò il suo popolo e volle edificare una torre dalle dimensioni mai viste, una costruzione che si ergesse a lambire i cieli.
La tradizione giudeo-cristiana descrive tale opera come frutto della superbia del genere umano, che dimentico del suo creatore volle sfidare apertamente la sua autorità, e per questo motivo fu dallo stesso creatore punito.

Come sempre, i miti arcaici rivelano sotto forma di racconto eventi della storia umana più complessi, trasmessi ai posteri secondo il linguaggio proprio delle antiche civiltà.
La distruzione della Torre di Babele ha diverse chiavi di lettura, la più evidente delle quali narra il percorso di una umanità ancestrale che si ritrovò divisa per etnie e civiltà, differenziandosi negli usi e nel linguaggio.
Una diversità che contrastava con l’unità primordiale del genere umano a cui si credeva, una diversità tra le varie genti la cui origine venne tramandata sotto forma di mito.

Ad un livello più profondo, quello stesso racconto descrive anche il desiderio e la necessità del genere umano di elevarsi, di ritrovare le sue origini divine e di riappropriarsi della sua condizione celeste ormai persa.
Tale mito è quindi affine ad un altro racconto della Genesi, ovvero la storia della tentazione di Adamo ed Eva: come i seguaci del re babilonese, anche i primi uomini creati da Dio vollero raggiungere una condizione superiore, e per ottenere ciò non esitarono a disubbidire al loro creatore.
Ed esattamente come nel mito della caduta, anche il racconto della torre può essere oggetto ad una diversa interpretazione.

Si è visto come secondo la visione gnostico luciferiana la punizione inflitta ai capostipiti dell’umanità fu una punizione ingiusta, inflitta da un Dio geloso della sua conoscenza, timoroso che questa potesse essere condivisa dalle sue creature.
L’esoterismo luciferiano considera per questo motivo la figura del serpente–Satana come una figura desiderosa di portare la conoscenza all’umanità, un angelo portatore di luce perseguitato da un Dio malvagio.
Allo stesso modo, secondo tale concezione, nel racconto della torre il medesimo Dio crudele non volle che l’umanità da lui creata potesse realizzare le sue aspirazioni, e per evitare che questo accadesse divise le genti della terra in popoli dalle diverse lingue, in modo che non potessero intendersi tra di loro.
Ancora una volta quindi gli esseri umani sono le vittime di un creatore malvagio, che cerca in tutti in modi di ostacolare il loro percorso verso la conoscenza.

Questa diversa concezione degli eventi biblici, questa religione alternativa, ha origini antiche, ed ha trovato nei secoli rifugio all’interno dei movimenti che la storiografia attuale definisce “gnostici”, in una catena ininterrotta che va dai primi movimenti eretici cristiani, passando per l’eresia bogomila e catara, fino ad approdare negli insegnamenti nascosti dei movimenti esoterici della modernità e nella massoneria contemporanea.
Occorre tenere presente che si tratta a tutti gli effetti di una religione, una religione che nel tempo ha evitato di presentarsi come tale, quella religione che con ogni evidenza è professata dall’elite del potere occidentale, come le stesse opere di questa stessa elite non mancano mai di ricordare.
Quantomeno, questo dovrebbe essere ormai evidente a coloro che iniziano a comprendere il significato del linguaggio simbolico di cui tale elite fa uso.

Così, non dovrebbe oramai sorprendere il constatare come la sede del potere visibile della nuova Europa tragga ispirazione da quella torre che uomini antichi tentarono di edificare, fermati nel loro progetto dall’intervento divino.
La sede del parlamento europeo di Strasburgo, nella sua particolare architettura “incompiuta”, si rifà palesemente all’immagine che della Torre di Babele si è tramandata, ripresa da diversi pittori del passato, tra cui il celebre Bruguel.


Parlamento Europeo, Strasburgo


Torre di Babele, particolare, Bruguel


Il simbolismo evocato appare quindi evidente: l’elite che nell’ultimo secolo si è adoperata per la costruzione del superstato europeo dichiara apertamente il suo programma più ambizioso, quello di completare il compito che l’antica umanità aveva fallito di portare a termine, punita dall’ira della divinità.

Si tratta del solito progetto più volte analizzato, quello della creazione di una nuova umanità, una nuova era per il genere umano in cui una elite illuminata conduce i popoli verso una nuova unità, in aperta sfida alla vecchia divinità ed alla ormai obsoleta visione del mondo stesso.

Nel manifesto che segue tale progetto è mostrato ancora più apertamente: vi sono addirittura delle gru all’interno della torre che ne riprendono la costruzione, ed in primo piano delle figure stilizzate di uomini, dipinti come automi, lavorano felici al progetto comune.
Sopra il tutto veglia l’ emblema dell’Unione Europea, le 12 stelle, la punta delle quali è rivolta in modo significativo verso il basso.



____________________________________


Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco».
Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra».
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro».
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Genesi   11, 1-9



si veda anche: Sinister Sites, the EU Parliament
materializzato da: Santaruina alle ore 01:54 | link | commenti (97)
trattasi di: miti e simboli, mondo nuovo
mercoledì, 24 giugno 2009

Le gerarchie del potere II




Ho una grande simpatia per i cani, ma devo ammettere che la mia ammirazione va tutta per i felini, grandi o piccoli che siano.
Nel filmato in questione il piccolo gatto non si fa problemi a prendersela con un rottweiller, che fa una figura abbastanza barbina, tanto da dover essere consolato dalla sua padrona per lo spavento preso.
E forse la differenza tra i due sta tutta qua: un gatto non si farebbe mai mettere un guinzaglio.

materializzato da: Santaruina alle ore 01:11 | link | commenti (67)
trattasi di: parentesi
lunedì, 22 giugno 2009

Il male si annida nei mezzi

...un sistema che opera eternamente il Bene, ma realizza sempre il Male.
Massimo Fini


Il terrore durante la rivoluzione francese, incisione dell'epoca

Nelle attività umane, nelle passioni, nei propri interessi, nel lavoro, in ogni aspetto del vivere quotidiano, ogni azione si caratterizza dalla presenza di una finalità, uno scopo, e di conseguenza di un mezzo per conseguire tale fine.
Nel pensiero comune  si è fatta strada nel tempo l’idea che per raggiungere un nobile fine potesse essere in qualche modo necessario, e quindi accettabile, anche l’utilizzo di mezzi non altrettanto nobili: un atto discutibile potrebbe quindi divenire ammissibile nel momento in cui venisse compiuto per una buona ragione.
In altre parole, “il fine giustifica i mezzi”, come recita il  celebre detto attribuito a Machiavelli.

Eppure, a ben guardare,  questa frase descrive perfettamente il modo in cui il male agisce e si propaga, ed il modo in cui si giustifica.
Raramente il male si ritrova nel “fine” da raggiungere, non sempre là è riconoscibile.
Il male si annida nel mezzo, che di volta in volta viene scelto per raggiungerlo, quel fine.
Ed il XX secolo è stato emblematico, da questo punto di vista: ideologie scintillanti, obbiettivi superiori hanno fatto la loro comparsa, e per la loro realizzazione non si è badato al prezzo da pagare.

Che il fine da raggiungere fosse l'uomo nuovo, oppure una generica eguaglianza, un appiattimento delle divisioni, il mezzo “necessario” è sempre stato identico: milioni di morti.
Vi erano obbiettivi da raggiungere, e davanti ad essi nessun sacrifico era eccessivo.
Un “fine” sacro, e nel mezzo il disastro.

La nostra stessa consapevolezza moderna ebbe il suo battesimo rituale nella rivoluzione francese del 1789: si celebrò allora la fine dell’oppressione dell’uomo sull’uomo, si sancì l’eguaglianza tra gli esseri umani, si elevarono odi e panegirici alla Dea Ragione.
Nel mentre, migliaia di teste rotolavano nelle piazze; nel nome della fratellanza, quelle teste rappresentavano un piccolo prezzo da pagare in vista della meta a cui gli spiriti liberi anelavano.
Nessun sacrifico era eccessivo dinanzi ad un fine talmente elevato.

Poi toccò a Napoleone, salutato dai più grandi intellettuali del suo tempo come colui che avrebbe diffuso tali nobili ideali in tutta Europa.
Ancora una volta, battaglie, morti e desolazione furono il mezzo necessario per ottenere tale splendido fine.

La storia dell’Europa proseguì sempre con lo stesso copione.
Nel tempo cambiarono gli obbiettivi: nel XIX secolo le potenze coloniali perseguirono il sacro compito di diffondere la civiltà al resto del mondo, e i selvaggi che non compresero la sacralità di tale sforzo dovettero necessariamente essere eliminati.
Dopodiché  arrivò il secolo delle grandi ideologie, dove, nel tentativo di creare paradisi in terra, da una parte del globo si mandavano i dissidenti a milioni nei gulag, mentre nel cuore del vecchio mondo si sterminavano i difettosi e i diversi per purificare la razza umana.
Oggi invece le bombe cadono nel nome della democrazia e della libertà: i popoli che ancora non hanno compreso la superiorità morale di tale operazione vanno giustamente “stimolati”.
Ancora una volta, qualche milione di morti è un giusto prezzo da pagare.
Il mezzo necessario, giustificato dal fine.

Ecco quindi che nello studiare la storia ci si rende conto che il “male” si manifesta in modo costante: guerre, morti, devastazioni.
Ed ogni volta si scopre che dietro ad ogni grande eccidio vi era un motivo che da qualcuno veniva considerato “nobile”, talmente importante da far apparire le vite umane facilmente sacrificabili dinanzi ad esso.
Si potrà obiettare che spesso quelli stessi ideali fungevano da paravento, ed ipocritamente venivano utilizzati quale scusante per perpetuare i peggiori delitti.
Questo è sicuramente vero, ma in ogni caso che il perseguire sinceramente tali obbiettivi fosse sincero o meno, nella pratica è questione ininfluente.
Inoltre, i peggiori delitti sono stati compiuti nel tempo proprio da coloro che nei loro ideali superiori credevano ciecamente e sinceramente, che si trattasse della egalitè, dell’abolizione delle classi sociali, della creazione dell’uomo nuovo oppure della diffusione della democrazia.

Tutti questi fini possono essere giudicati realmente meritevoli o meno, più o meno condivisibili, ma quello che maggiormente conta è il modo in cui si è intenzionati a procedere per metterli in pratica.
Così come la vita di un uomo non verrà giudicata da quello che in essa ha conseguito, ma dal modo in cui lo ha ottenuto, ed il buon pellegrino non è colui che sceglie una grande e lucente cattedrale quale meta, ma colui che percorre la strada migliore.


materializzato da: Santaruina alle ore 02:39 | link | commenti (71)
trattasi di: mondo nuovo
venerdì, 19 giugno 2009

Spazio aperto II

Richieste, critiche, suggerimenti, divagazioni e altro.
Quando nel Novembre del 2006 decisi di aprire questo blog, la mia intenzione era quella di farne una sorta di raccoglitore di idee, un luogo in cui avrei potuto ordinare il materiale che avevo raccolto durante le mie ricerche nella rete.
Allora, come adesso, un unico filo conduttore avrebbe unito il tutto, nel tentativo di rendere un po' più trasparente il velo che avvolge i grandi avvenimenti che accadono intorno a noi, quegli avvenimenti che segnano le nostre vite e il nostro modo di pensare, spesso in modo impercettibile.

Col tempo il blog ha seguito il suo corso naturale, divenendo forse qualcosa di diverso da quello a cui avevo pensato agli inizi.
Nel fare un rapido punto della situazione, mi piacerebbe avere dei pareri anche da parte di chi capita da queste parti, per caso o per interesse o per altro.
Richieste, critiche, suggerimenti.

Argomenti che si vorrebbero vedere trattati, che si giudicano importanti, ma anche critiche sul blog o sul modo in cui gli argomenti stessi vengono presentati.
Lo spazio dei commenti a questo post è quindi totalmente dedicato ad eventuali proposte e critiche, oppure a divagazioni e quant'altro.

Penso potrebbe essere una buona occasione per un prolifico scambio di opinioni, come dicono quelli seri.
materializzato da: Santaruina alle ore 02:03 | link | commenti (105)
trattasi di: parentesi
mercoledì, 17 giugno 2009

La benzina che spegne l'incendio

Obama: "Più poteri alla Fed"

Maggiori poteri alla Federal Reserve, la Banca Centrale americana, per controllare più da vicino e regolare i mercati, onde evitare il ripetersi di una crisi economica e finanziaria come quella attuale.

La Federal Reserve vigila sul popolo americano.


Per il resto, per chi conosce la storia della Federal Reserve e il modo in cui questa istituzione ha condotto allo sfacelo attuale, c'è poco da aggiungere.
Dare ulteriori poteri a coloro che maggiormente sono responsabili del disastro dell'economia americana ha del grottesco, se non ci fosse un progetto molto logico dietro tutto questo.

- Capo! qui sta andando tutto a fuoco! Ci sono fiamme ovunque!
- Presto, portate della benzina! Più benzina, ancora benzina!


Obama, il cambiamento.
materializzato da: Santaruina alle ore 21:40 | link | commenti (25)
trattasi di: crisi economica