-o- Tutto questo io ho esaminato e ho detto: «Voglio essere saggio!», ma la sapienza è lontana da me... -o-
sabato, 10 maggio 2008
Cavalli in riva al mare, De Chirico

"Come potete sapere che ogni Uccello che fende le vie dell'aria non sia un universo di delizie, chiuso dai vostri cinque sensi?"
William Blake, The Marriage of Heaven and Hell, 1790–1793


'Ma il risvegliato e sapiente dice: corpo io sono in tutto e per tutto, e null'altro; e anima non è altro che una parola per indicare qualcosa del corpo'

W.F.Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885


Non sono passati nemmeno 100 anni tra gli scritti di Blake e Nietzsche, eppure le parole del filosofo tedesco sigillano il totale ribaltamento della visione metafisica tradizionale, di cui Blake ancora nel finire del XVIII secolo si fa cantore, forse l'ultimo dei visionari.

Per millenni le scienze tradizionali avevano descritto il corpo come l'appendice esterna dell'anima, la membrana materiale che permetteva all'anima stessa di interagire con il mondo fisico.
Un mondo fisico di cui i cinque sensi danno una immagine parziale, limitata.
L'universo è “un oceano di delizie” di cui gli uomini riescono a percepire solamente una minima parte.

Nietzsche, al contrario, assume il ruolo di profeta del pensiero moderno, trascina la metafisica celeste sulla terra, celebra la religione della materia.
La concezione del mondo si ribalta, nulla esiste oltre ciò che appare, e persino le idee più astratte ed elevate degli uomini altro non sono che creature della nostra componente materiale.
E' l'anima ad essere una parte del corpo, Dio stesso una idea errata della mente.
Nietzsche coglie e descrive il sentimento che di lì a poco avrebbe conquistato l'Occidente, apre il secolo del definitivo trionfo dell'apparenza sulla essenza.
Un processo che sarebbe continuato per tutto il secolo.

Ma nel mondo del divenire nulla si ferma, così gli dei degli uomini, sottratti ai cieli e scaraventati con forza sulla terra, proseguirono la loro caduta, raggiungendo i mondi inferi, e da laggiù celebrati dai profeti della “nuova spiritualità”.
Una spiritualità alla rovescia, come le scienze tradizionali avevano annunciato.
L'uomo di Nietzsche, l'uomo “materiale”, non fu che una breve tappa, in questo viaggio lungo i millenni.



materializzato da Santaruina alle ore 15:27 - link - commenti (11)
trattasi di pensieri e immagini
mercoledì, 07 maggio 2008
Gustav Klimt, Abbraccio, particolare.


Siamo tutti fatti di luci ed ombre, che come piante possono crescere dentro di noi se opportunamente nutrite.
Ed è ormai certo che la maggior parte degli stimoli che a noi arrivano sono cibo per la nostra parte oscura, appositamente studiate per assolvere a questo compito.
Dai telegiornali alle città impazzite, speroni sui nostri fianchi per alimentare rabbia e frustrazione.
E paura.

Qualcuno ricorderà il fenomeno degli “free hugs”, gli abbracci gratis, che qualche tempo fa avevano suscitato un discreto interesse, anche grazie ad un fortunato video giunto ad essere uno dei più visti su youtube.
Persone che percorrono le strade della città offrendo semplicemente degli abbracci, nulla di più.
Il tutto è molto naif, se si vuole, ma questo poco importa.
Riguardando oggi questo video notavo un qualcosa che scatta: per un attimo la parte luminosa delle persone prende il sopravvento.
E ci si rende conto che basta davvero poco, perchè questo accada, davvero poco.





materializzato da Santaruina alle ore 00:26 - link - commenti (18)
trattasi di pensieri e immagini
sabato, 03 maggio 2008
Lo strumento base per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.
Philip K. Dick.


Tutti crediamo di sapere cosa sia un complotto, o una cospirazione.
Così come tutti crediamo di sapere cosa sia un cospiratore.
In realtà, come vedremo tra poco, queste parole hanno lievemente mutato significato nelle nostre menti, rispetto al loro significato originario, e adesso vogliono dire qualcos’altro.
La differenza è piccola, ma, come vedremo, sostanziale.

Il fenomeno diventa più facilmente visibile e comprensibile se alla parola complotto (o cospirazione) aggiungiamo il vocabolo «teoria».
Tutti noi sappiamo anche cosa è una teoria.
Eppure, l’espressione combinata «teoria del complotto» significa qualcosa di sostanzialmente differente da ciò che dovrebbe significare.

In inglese è anche più evidente.
Provate a menzionare l’espressione
Conspiracy theory ad un qualsiasi individuo anglofono appena appena erudito e vedrete nel 99% dei casi un sorrisino ironico dipingersi sul suo viso.
Non lasciatevi disarmare.
Insistete nel vostro esperimento e provate a pretendere di raccontargli di una cospirazione realmente avvenuta o addirittura in atto.
Il sorrisino del vostro interlocutore con tutta probabilità si arricchirà di tutti gli altri semantemi espressivi della commiserazione: nel migliore dei casi verrete osservati con il compatimento che naturalmente si destina al solito tapino squilibrato che cerca di propinare al prossimo la strampalata farneticazione paranoide di turno.

Potete effettuare questo esperimento anche in lingua italiana con soggetti italiani.
Dovrebbe funzionare anche in italiano, anche se probabilmente non tanto quanto in inglese.
Poiché l’esperimento è ripetibile da chiunque ed i risultati ottenuti in linea di massima si equivarranno per tutti, questa può valere da dimostrazione scientifica del fatto che la parola «cospirazione» ha nel tempo smarrito il suo significato originario, soprattutto nella lingua inglese.
Conspiracy ormai non è più un vocabolo serio che voglia dire ciò che il dizionario pretende che esso significhi.
Conspiracy è ormai un vocabolo che contiene in sé anche l’accezione della propria falsità
.
Parlate ad un anglofono (ed in misura minore ad un italiano) di una cospirazione ed egli immediatamente comprenderà che vi state riferendo a qualcosa di falso, un teorema infondato, forse addirittura un delirio paranoico, prima ancora che abbiate iniziato ad esporre la vostra tesi.
Se alla parola
Conspiracy aggiungete anche il vocabolo Theory (teoria), la frittata è completa.
Il concetto di teoria, associato a quello di cospirazione, suggella in modo pressoché definitivo la falsità di quanto venga ipotizzato.
Si scrive Teoria della Cospirazione, si legge Teoria Falsa e Paranoide della Cospirazione.


Per inciso, l’uso stesso della parola «teoria», associata a cospirazione, è completamente fuori luogo.
Le teorie attengono al campo della scienza, ne viene dimostrata l’autenticità o la falsità, ma rimangono teorie anche dopo essere state provate.
Come il filosofo Popper insegna, per essere degna di tal nome un teoria deve essere falsificabile, poiché rappresenta solo uno dei possibili modi di interpretare un aspetto della realtà.
Quindi, una teoria è per definizione associata ad un senso di provvisorietà.
L’idea che in un dato caso criminale possa esserci stata una cospirazione a monte è invece una ipotesi.
In casi come questo, la domanda dovrebbe quindi essere non tanto se la teoria della cospirazione è fondata (come potrebbe mai esserlo, dato che non è una teoria?), quanto se l’ipotesi che ci sia stata una cospirazione è vera.
Ipotizziamo che ci sia stata una cospirazione, non teorizziamo che essa ci sia stata.

Invece, oggi si parla comunemente, e a sproposito, di Teoria della Cospirazione.

Tutto ciò è curioso.
Per caso o per dolo, il semantema che per secoli o millenni ha significato il concetto di cospirazione adesso virtualmente significa cospirazione immaginaria.
Scrivi cospirazione, leggi cospirazione immaginaria.
Come è mai potuto accadere qualcosa del genere?
E, soprattutto, se mai una cospirazione davvero venisse tramata o messa in atto da qualcuno da qualche parte, come potrebbe mai essere possibile discuterne con lucidità, se il fatto stesso di nominarla si tira dietro il significato della infondatezza di ciò di cui si sta parlando?
È perfettamente possibile – e per inciso assai probabile – che tale trasmutazione semantica sia interamente casuale.
Tuttavia... non è più affascinante pensare per un attimo – anche solo per gioco o per divertimento intellettuale – che dietro a questo curioso fenomeno possa celarsi un astuto progetto, un diabolico artifizio allo scopo di disarmare i tam tam verbali di coloro che di una importante cospirazione venissero a conoscenza, ovvero – anche se indubbiamente ciò suona fantascientifico – una raffinatissima impalpabile arma di guerra psichica?

Eliminare dal linguaggio i significati che potrebbero venire usati contro di te, sostituendoli con significati infettati con il germe della negazione di loro stessi...
Qui siamo in pieno Orwell, ma al quadrato, al cubo... ed in più una vocina maliziosa ci tormenta ricordandoci che la realtà prima o poi supera sempre la fantasia!
D’altra parte, non sarebbe questa la ripetizione del solito vecchio trucco?
La manipolazione semantica ha già trasformato la parola «pace» in guerra («le missioni di pace»), la parola «libertà» in una informe creatura tentacolare che ormai non so più bene spiegare neanch’io, e potremmo continuare con gli esempi a lungo.

Inoltre, porto alla vostra attenzione il fatto che anche e soprattutto la versione dei fatti ufficiale è una «teoria del complotto», anche se quasi nessuno la chiama così.
Non ha forse Osama Bin Laden, assieme alla sua rete terroristica di Al Qaeda e soprattutto diciannove terroristi armati di tagliacarte portato a compimento un complotto senza precedenti allo scopo di mettere gli Stati Uniti d’America in ginocchio, motivati dal loro sconfinato odio per la libertà?
[...]


Roberto Quaglia



materializzato da Santaruina alle ore 21:32 - link - commenti (18)
trattasi di 11 settembre, cospirazioni
sabato, 03 maggio 2008




Epitaph

King Crimson


The wall on which the prophets wrote
Is cracking at the seams.
Upon the instruments of death
The sunlight brightly gleams.
When every man is torn apart
With nightmares and with dreams,
Will no one lay the laurel wreath
As silence drowns the screams.

Confusion will be my epitaph.
As I crawl a cracked and broken path
If we make it we can all sit back
and laugh.
But I fear tomorrow I'll be crying,
Yes I fear tomorrow I'll be crying.

Between the iron gates of fate,
The seeds of time were sown,
And watered by the deeds of those
Who know and who are known;
Knowledge is a deadly friend
When no one sets the rules.
The fate of all mankind I see
Is in the hands of fools.

Confusion will be my epitaph.
As I crawl a cracked and broken path
If we make it we can all sit back
and laugh.
But I fear tomorrow I'll be crying,
Yes I fear tomorrow I'll be crying.


Epitaffio

Il muro su cui scrissero i profeti
Si sta sfaldando
Sotto gli strumenti della morte
La luce del sole splende intensamente
Quando ogni uomo è fatto a pezzi
Con gli incubi e con i sogni
Nessuno poserà la corona d'alloro
Mentre il silenzio sommerge le urla

La confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio per un sentiero crepato e sfasciato
Se ce la facciamo possiamo metterci comodi
E ridere
Ma ho paura che domani starò piangendo
Si, ho paura che domani starò piangendo

Tra i cancelli di ferro del destino
sono stati seminati i semi del tempo
e annaffiati dalle gesta di coloro
Che sanno e che sono noti
La conoscenza è un amico mortale
Quando nessuno fa le regole
Il destino di tutta l'umanità
E' nelle mani degli stupidi


La confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio per un sentiero crepato e sfasciato
Se ce la facciamo possiamo metterci comodi
E ridere
Ma ho paura che domani starò piangendo
Si, ho paura che domani starò piangendo



materializzato da Santaruina alle ore 18:56 - link - commenti (7)
trattasi di pensieri e immagini
lunedì, 28 aprile 2008

Alle origini della pubblica istruzione:

il ruolo della Massoneria


Gli estratti che seguono sono tratti da
Juravit
, rivista massonica, purtroppo non più disponibile sul sito del Grande Oriente.
Il numero in questione risale al mese di dicembre del 1978.
Nel primo articolo riportato i fratelli massoni celebrano la figura di Michele Coppino, illustre massone che alla guida del suo ministero pose le basi per lo sviluppo della nostra moderna istruzione pubblica.

Michele Coppino

...Michele Coppino (1822- 1901), il ministro che legò il nome alla citata legge del 1877 e che al governo dell'istruzione pubblica dell'Italia unita impresse un impulso di durevole efficacia.[...]
...questo insigne letterato e uomo politico, che in Parlamento fece segnare la sua presenza dal 1860 al giugno 1900, quando, ottantenne e malato, accorse a pronunziare il suo assenso per la ' svolta liberale ' guidata dal
governo Zanardelli-Giolitti, incoraggiato dal conforto delle forze ispirate dal Grande Oriente di Ernesto Nathan.[...]

Dell'Uomo è presto detto.
Cinque volte ministro dell'istruzione pubblica (una prima volta con Rattazzi, nell'anno di Mentana; poi sempre con Agostino Depretis e nel primo governo Crispi: 1876-78 e 1884-88) Coppino resse il governo della scuola italiana per un periodo di oltre sette anni: per pochi mesi inferiore alla durata in carica di Guido Baccelli — a sua volta autorevole dignitario massonico [...]

Candidato 'democratico' nelle elezioni del 1857, con le quali Cavour sbaragliò la presenza clericale nel Parlamento subalpino, solo nel 1860 — in occasione della prima elezione del Parlamento nazionale — Coppino venne eletto deputato.
Due mesi prima (17 febbraio 1860) egli aveva fatto ingresso nella prestigiosa Loggia madre della risorgente Massoneria italiana: l'« Ausonia ».
Fervore civile e rinnovamento individuale andavano di pari passo: ed entrambi si fondevano in una vigorosa capacità d'iniziativa pubblica, d'impegno culturale e, infine, di azione politica intesa ad aprire una nuova età storica.[...]

Il programma di scolarizzazione di massa — sancito dalla legge del. 15 luglio 1877, che coronò il prolungato sforzo legislativo di De Sanctis, Bargoni, Scialoia, Correnti e dello stesso prudente Bonghi — si prospettò — in tal guisa, quale grande operazione di pedagogia politica in direzione della liberazione dai convergenti ceppi dell'analfabetismo e della devozione superstiziosa.
L'opera dal Coppino svolta al Ministero dell'istruzione pubblica può venire sintetizzata nella lapidaria sentenza da lui stesso pronunziata sui propri obiettivi di civiltà, il 4 aprile 1872:
« Clericali non siamo. Siamo uomini i quali pensiamo che la libertà non va desiderata solamente per noi, ma per tutti».
Perciò negli anni dei governi Crispi — quando provvide al riordinamento degli Statuti di numerose Università e,
mentre gettò le basi dell'istruzione professionale moderna, costruì le stabili fortune dei licei classici — Coppino si distinse per equilibrio, e lungimiranza, tanto da esercitare un vero e proprio magistero intellettuale e morale[...]

Coppino pose in opera con più incisiva efficacia la fervida vocazione a
superare i confini dello Stato nazionale e ad inverare il messaggio di fratellanza universale in due direzioni ugualmente preziose e feconde: coltivare l’uomo nel cittadino e sublimare la spiritualità creativa nell'uomo positivo, faber, della società industriale.[...]
Attorno a Coppino, in quell'ora decisiva della storia italiana, confluirono Zanardelli, Giolitti e decine di figure di primo piano della Libera Muratoria, mentre da parte sua il Gran Maestro Ernesto Nathan sviluppava un'azione consonante per mettere al sicuro da ritorni integralistici e dal rischio di blocchi clerico-reazionari le nascenti alleanze liberal-democratiche e radicalsocialiste.
Tanto l'anziano statista quanto il più giovane Gran Maestro erano mossi dalla convinzione che l'attribuzione di responsabilità amministrative alle più giovani ed animose forze politiche «progressive » del Paese avrebbe contribuito ad
accelerarne l'accostamento allo Stato e a
completare il disegno di educazione politica e di moralità pubblica tracciato da Cavour,
proseguito da Coppino sino agli anni di Giolitti, ma poi inceppato e rimasto a mezza via.[...]


Sempre a proposito di istruzione, nell’articolo seguente intitolato
"La prima cura dei Massoni dopo l'Unità: l'istruzione" si può leggere:

Nella tornata del dì 19 agosto 1864 E.'. V.'. il Fr.'. Secretario Oscar Pio faceva alla R.'. L.'. Libbia
d'oro la seguente proposta.
« CC.'. FF.'., la Massoneria si ridurrebbe alla meschinità delle forme accademiche o al più si svilupperebbe nelle egoistiche proporzioni di una società di mutuo soccorso quando non estendesse la sua sfera d'azione nel campo sociale, volgendo tutte le sue forze ad affrettare lo svolgimento del benessere progressivo nella Umanità.
È perciò che io credo strettissimo dovere dei LL.'. MM.'. Di concretare le aspirazioni massoniche.

Ciò posto, io non credo che alcuno possa mettere in dubbio che bisogno supremo dell'epoca nostra e del nostro paese non sia quello di sviluppare quella istruzione popolare ch'è fonte prima di concordia e libertà vera e di moderanza civile.
Non anderemo errati adunque se noi Massoni Italiani volgeremo i nostri sforzi al conseguimento di questo scopo.

La istruzione popolare è tale un intento da raggiungersi più presto colle forze intime della nazione che coi provvedimenti officiali del governo.



Dopo l’unità d’Italia quindi le forze massoniche occupano i più alti posti di governo, e si impegnano in primis per una decisa riforma dei programmi scolastici, con l'obiettivo di eliminare i residui superstiziosi della precedente
egemonia clericale ed a diffondere il verbo del laicismo.
In un articolo successivo della stessa rivista, intitolato
"Simbolismo, Diabolismo e Bibbia", si legge però quanto segue:

Altrettanto semplicistico, per quanto dicemmo, ci sembra il considerare l'iniziazione massonica un tentativo di rinverdire le iniziazioni precristiane od una derivazione dalle stesse già surrogate nel cristianesimo da una semplice abluzione nel Giordano, vademecum per passare dal regno delle ombre — il limbo — a quello dell'Eternità.[...]
Considerando che la prima scomunica è seguita, non alla istituzionalizzazione dell'Ordine, ma a quella del Grado di Maestro ed alla adozione della Cerimonia della morte di Hiram,
non è escluso che l'atteggiamento della Chiesa di Roma sia in parte attribuibile al sospetto balenato ad un Papa che nella terra della Albione di Blake fosse per nascere un nuovo sistema di religione cristiana che celebrasse misteri analoghi a quelli della messa.
E può anche essere che, per altro verso, analoghe considerazioni siano state fatte dai cosiddetti atei — era facile allora considerarsi atei più di quanto sia oggi considerarsi credenti — che si sono associati alla Massoneria.
È comunque unanimemente ammesso che sia sempre esistita in Massoneria una componente antroposofica, almeno in senso lato, e certo prima che fosse codificata in disciplina o in setta misteriosofica.
Non mancò inoltre chi, sia dagli inizi, sostenne, non smentito, che
la Massoneria, pur proclamandosi cristiana, è la Scienza e la Religione dell'Uomo.



La Massoneria scienza e
Religione dell’Uomo (maiuscola).
Una forza
laica e progressista che combatte l’oscurantismo clericale e superstizioso e che tuttavia va fiera delle sue componenti misteriosofiche e non nega il suo carattere di religione.
Una forza che ha saputo prendere in mano le redini del governo della nazione ai suoi albori e che considerò l'istruzione pubblica una priorità.
Quell'istruzione pubblica che a distanza di due secoli celebra i Padri della Patria, massoni, quali le massime figure morali della storia moderna del Paese.
L'istruzione pubblica che insegna ai giovani scolari il rispetto e la devozione verso la “laicità” dello Stato, una laicità fortemente voluta e costruita anche grazie, soprattuto grazie, ad un ordine che non ha problemi a definirsi “religioso”.



materializzato da Santaruina alle ore 23:29 - link - commenti (29)
trattasi di massoneria
domenica, 27 aprile 2008


materializzato da Santaruina alle ore 01:19 - link - commenti (20)
trattasi di religione