Osservando ciò che è velato.
2007
- ...ma lo sapevi che i potenti del mondo si ritrovano in un bosco in California ed assistono a strani riti? Pare addirittura che adorino un grande gufo...
- Sì, è il Bohemian Grove. Ne parlano anche i giornali, non c'è niente di “oscuro”, altrimenti stai pur certo che né io né te ne sapremmo nulla...
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La vita del complottista è dura, da un certo punto di vista.
Chi si dedica allo studio delle varie società “segrete” e dei gruppi di potere, spesso deve accontentarsi di una raccolta di indizi.
Spesso gli indizi sono numerosi, e convincenti.
Quando puntano tutti nella stessa direzione, probabilmente vanno considerati con una certa attenzione.
Eppure, parlando di “società segrete” il sentito dire non sempre basta; chi della loro reale influenza rimane scettico, non si accontenterà mai di “indizi”.
Paradossalmente però quando oltre agli indizi compaiono anche delle prove “concrete”, il paradigma si ribalta.
Dal momento infatti in cui esistono degli studi concreti su delle società segrete, esse cessano immediatamente di esserlo, “segrete”.
- Bella segretezza, guarda quante cose si riescono a trovare....
Così si può facilmente comprendere come la “società segreta” sia ininvestigabile, secondo i criteri della moderna ricerca storiografica.
In sintesi, se la società è realmente segreta, nulla si potrà conoscere su di essa; se si può investigare, è conosciuta, quindi non è più segreta.
Eppure, negli ultimi anni qualcosa è mutato nel mondo delle società elitarie, ovvero quei centri di potere in cui realmente si prendono le decisioni che in un secondo momento i “rappresentanti democratici” dei vari parlamenti-vetrina eseguiranno.
Si veda a tale proposito l'articolo Il finale di partita.
Similmente alle “società segrete”, anche i gruppi di potere “occulti” stanno venendo alla ribalta.
E così cessano di essere “occulti”, e divengono più rassicuranti.
Solo 5-6 anni fa parole come Bilderberg o Trilaterale erano del tutto sconosciute, ed il solo accennare all'esistenza di tali circoli molto elitari era sufficiente per essere annoverati nella cerchia dei “visionari che vedono complotti ovunque”.
Oggi di questi gruppi si conoscono persino i nomi dei membri, re e regine, primi ministri, finanzieri, e i luoghi in cui si riuniscono.
Con una breve ricerca nella rete è possibile conoscere anche i temi trattati da questa elite nei vari incontri.
E' comunque vero che la stragrande maggioranza della popolazione non verrà mai a conoscenza dell'esistenza di questi gruppi, essendo tale argomento ancora un tabù per i mezzi di comunicazione di massa.
Ma il fatto che le maschere stiano cadendo rimane comunque significativo.
Il lavoro della elite “occulta” sta giungendo al termine, e una eccessiva segretezza non è più necessaria, a questo punto.
